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    Tributo a De Andrè.

    Non so se avete avuto modo di vedere CheTempoCheFa l'11 Gennaio in onore di Fabrizio De Andrè,
    è stato un programma fantastico, durato 4 ore, non c'era modo migliore per ricordare questo grandissimo cantautore!
    Vi lascio qualche video della serata, perchè alcune interpretazioni delle canzoni di Faber sono imperdibili, bellissime!
     
     
    A cominciare da  Crêuza De Mä cantata al porto di Genova da Mauro Pagani e Cristiano De Andrè...
     
        
     
     
     
     
     
    Piero Pelù - Il Pescatore
        
     
     
     
     
    Samuele Bersani - Il Bombarolo

        

     

     

    P.F.M. - Bocca Di Rosa

        

     

     

    Andrea Bocelli - Canzone Dell'Amore Perduto

       

     

     

    Antonella Ruggero - Ave Maria

       

     

     

    Luciano Ligabue - Fiume Sand Creek

    (non era presente a CheTempoCheFa ma non potevo non proporvelo!)

      

     

     

    Fabrizio De Andrè - Amore Che Vieni, Amore Che Vai

      

     

     

     

    "E' stato meglio lasciarci che non esserci mai incontrati"

    Grazie Faber!

     

    Te taggo su Facebook!

    Liga, con tutta la stima...
     
    ...MA QUESTA CANZONE E' GENIALE!
     

    La malinconia.

    La malinconia ha le onde come il mare  

    ti fa andare e poi tornare  
    ti culla dolcemente  


    la malinconia si balla come un lento  

    la puoi stringere in silenzio  
    e sentire tutto dentro 


    è sentirsi vicini e anche lontani 

    è viaggiare stando fermi  
    è vivere altre vite 


    è sentirsi in volo dentro gli aeroplani 

    sulle navi illuminate  
    sui treni che vedi passare  

    ha la luce calda e rossa di un tramonto  
    di un giorno ferito che non vuole morire mai  

    sembra quasi la felicità  

    sembra quasi l’anima che va   
    il sogno che si mischia alla realtà   


    puoi scambiarla per tristezza ma è solo l’anima che sa  
    che anche il dolore servirà
     

    e si ferma un attimo a consolare il pianto  
    del mondo ferito che non vuole morire mai  

    è perdersi tra le dune del deserto  

    tra le onde in mare aperto  
    anche dentro questa città  


    è sentire che tutto si può perdonare  

    che tutto è sempre uguale  
    cioè che tutto può cambiare

     
    è stare in silenzio ad ascoltare 

    è sentire che può essere dolce  
    un giorno anche morire  

    nella luce calda e rossa di un tramonto  
    di un giorno ferito che non vuole morire mai  

    sembra quasi la felicità  

    sembra quasi l’anima che va   
    il sogno che si mischia alla realtà  


    puoi scambiarla per tristezza ma è solo l’anima che sa  
    che anche il dolore passerà  

     

    e si ferma un attimo a consolare il pianto  
    di un amore ferito che non vuole morire mai

    Voglia di Caffè _Luciano Ligabue_

    Allora... sono seduto al tavolino di un bar, sto bevendo un caffè e sto leggendo un giornale cercando disperatamente di farmi i fatti miei e infatti puntuale arriva un tipo, si avvicina moltissimo e mi scruta in maniera piuttosto inquietante. Io gli faccio: "Salve!".

    Lui non fa nessun cenno e continua a guardarmi in maniera un po’ così... torva.

    Io allora vado avanti a bere il caffè, leggo il giornale, lui non si schioda e allora al quel punto mi giro e gli faccio: “Senti, se hai bisogno dì pure”.
    Lui mi punta il dito contro e mi fa: “Scusa ma tu sei tu?
    Allora supponiamo che io fossi Beniamino Della Rocca, uno che ha la sfiga di assomigliare a un cantante, se uno viene da me e mi chiede ‘scusa ma tu sei tu?’ io dico sì, cioè in qualità di Beniamino della Rocca sono io.
    Ho fatto così anch'io, gli ho detto”Sì guarda ti giuro che io sono io”..
    Ti facevo più alto”.
    Mi dispiace moltissimo averti arrecato una delusione di questo tipo”.

    Certo che dal vivo siete tutti quanti un’altra cosa”.

    Ti chiedo scusa a nome dell’intera categoria, e comunque, come si dice, meglio dal vivo che dal morto”.
    E comunque scusami ma che cosa ci fai qua!?”.
    Partiamo dal presupposto che da qualche parte devo pur stare, però a parte questo se tu avessi approfondito un pelo le tue indagini personali avresti capito da solo che sto bevendo un cazzo di caffè e leggendo un cazzo di giornale.
    “Dai! Fammi un autografo che c’ho un’amica che è una tua fans”.
    UNA-TUA-FANS... Voi ridete ma questo è un morbo che si è diffuso a macchia d'olio e finchè stiamo parlando comunque di gente che ha un problema di carattere grammaticale ce ne frega niente, ma se invece il problema è di personalità multiple siamo un po’ tutti nella merda. Comunque...
    Guarda, l’autografo visto che sei molto gentile te lo faccio molto volentieri”.
    Mi guarda, io guardo lui, mi riguarga, io riguardo lui, mi fa: “Dai!”
    Gli dico”Per far l’autografo servono come minimo carta e penna”.
    Credevo che voi cantanti aveste sempre carta e penna con voi!
    Sono davvero mortificato di arrecarti la terza atroce delusione nell’arco di pochissimi minuti, ma guarda caso oggi la mia cartoleria mobile l’ho lasciata a casa”.
    Lui sbuffa e con l'aria di chi sta dicendo ‘devo pensare a tutto io’, va verso il bancone del bar, prende carta e penna, ritorna, me li mette sul tavolino e mi fa: “Mettici anche la dedica”.
    Io guardo, lui guarda me, lo riguardo, lui riguarda me, mi rifà: “Dai!”
    E io gli faccio: “Per fare una dedica come minimo serve il nome della persona a cui dedicare”.
    Scrivi: ‘A MARTA CON TANTO TANTO TANTO AMORE...PIERO PELU'.